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La doppia moltiplica ormai è una realtà nella mountain bike. Dalle soluzioni artigianali degli anni scorsi, alle proposte di aziende del calibro di Fsa e Sram era logico aspettarsi una risposta decisa anche da parte di Shimano.
E l’azienda orientale risponde con forza dotando di doppia moltiplica il suo gruppo top di gamma, l’XTR che, nella nuova versione, viene completamente riprogettato e promosso alle dieci velocità sul pacco pignoni.
Il passaggio può essere considerato epocale. Il nuovo XTR 2011 non è il primo gruppo a dieci velocità della storia della mountain bike, visto che l’anno scorso proprio Sram aveva anticipato tutto con li suo gruppo XX (e già si parla del nuovo X0 a 10 speed), ma l’arrivo di Shimano al 2x10 (giù annunciato per i gruppi
XT ed SLX) segna una svolta tecnica che sarà probabile aspettarsi, nei prossimi anni, su tutta la componentistica mtb.
Con il nuovo XTR Shimano si allinea alla tecnologia Dyna Sys.
«Grazie al 10x2 – spiegano i tecnici Shimano – si sfrutta meglio la pedalata e le cambiate risultano meno traumatica non trovandosi differenze di rapporto eccessive tra un ingranaggio e l’altro». Il movimento più lineare della catena risulta più efficace anche sulle biciclette biammortizzate.
Ovviamente non viene abbandonata la tripla moltiplica che è comunque indispensabile per molti biker (l’Xtr sarà dotato di tripla e di doppia versione per la guarnitura).
Nella versione con tripla moltiplica l’ingranaggio mediano sarà composto in fibra di carbonio e titanio e si utilizzerà la nuova catena HG-X che avrà una maggiore velocità di cambiata grazie anche ai nuovi pernetti presenti sulle moltipliche. La catena sarà dotata di perni forati ma piastre senza aperture (a differenza del Dura Ace), soluzione scelta pensando alla massima resistenza.
Il nuovo XTR nasce pensando anche alla perfetta intercambiabilità tra doppia e tripla moltiplica (versioni Race e Trial). Il deragliatore è unico così come la leva di comando (dotata di un selettore per funzionare con due o tre ingranaggi).
A livello della cassetta pignoni l’ingombro rimane lo stesso, ciò significa che l’ingranaggio aggiuntivo viene inserito riducendo tutti gli spessori di lavoro (e questo, ovviamente, taglia le gambe a qualsiasi compatibilità con componenti 9V – ruote escluse).